{"id":6,"date":"2022-03-06T16:43:07","date_gmt":"2022-03-06T15:43:07","guid":{"rendered":"http:\/\/89.46.65.81\/wp-gassino\/?page_id=6"},"modified":"2023-07-28T10:59:23","modified_gmt":"2023-07-28T08:59:23","slug":"storia","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/89.46.65.81\/wp-gassino\/index.php\/storia\/","title":{"rendered":"Storia"},"content":{"rendered":"\n

A cura di Carlo Bosco, tipografo e storico locale<\/p>\n\n\n\n

Le origini di Gassino, in quanto insediamento permanentemente popolato, non sono individuabili con la dovuta precisione per la mancanza di una chiara documentazione. \u00c8 comunque ipotizzabile una certa importanza di questa localit\u00e0 gi\u00e0 in epoche remote poich\u00e9 situata sull\u2019antica strada che collegava l\u2019importante municipio romano di Industria (Monteu da Po), abitato dalla trib\u00f9 Pollia, alla citt\u00e0 di Augusta Taurinorum (Torino).
La prima citazione di Gassino giunta ai nostri giorni compare sul documento del 22 marzo 967 con il quale l\u2019Imperatore del Sacro Romano Impero, Ottone I il Grande, conferisce ad Aleramo il dominio sul Marchesato di Monferrato nel cui territorio figura anche Oppidum Gassingum, ovvero il borgo fortificato di Gassino, esistente probabilmente fin dal V secolo d. c. quando Teodorico, re degli Ostrogoti, occupate le terre del Monferrato, ebbe cura di fortificare villaggi e citt\u00e0 lungo il corso del Po, minacciati da continue invasioni barbariche.
Con un diploma del 28 febbraio 1004 Arduino d\u2019Ivrea, re d\u2019Italia, confermava ad uno dei suoi uomini pi\u00f9 fidati, Alberico, il dominio su alcuni beni tra cui tre poderi situati in Villa Gassingo, nel villaggio di Gassino, col chiaro proposito di osteggiare l\u2019espansione del potere vescovile della vicina Torino. Un altro antico documento testimonia che tra il 1010 e il 1031 il vescovo di Torino, Landolfo, affid\u00f2 al prete Lissone la Pieve di San Pietro in Gassino con le quattro cappelle di San Salvatore, Santa Maria, San Michele e Sant\u2019Eufemia, probabilmente erette successivamente al dominio longobardo sulle terre subalpine.
Da Alberico, primo signore di Gassino, discesero, secondo una tradizione non suffragata da una valida documentazione, i Feudatari dei tre castelli situati sui colli che dominano il borgo: Ostero sul colle di San Grato, Polosenda in regione Rocco-Aprile e Polmoncello sul Colle della Trinit\u00e0, tutti risalenti al XII secolo. Tra questi occorre inserire, per l\u2019importanza strategica che aveva per il territorio gassinese, anche il castello di Tondonito posto su un colle in prossimit\u00e0 di Bardassano e affacciato sulle terre del Chierese.
Nel 1164 Guglielmo di Monferrato, il cui Marchesato comprendeva anche Gassino, per garantirsi l\u2019appoggio del borgo gassinese come baluardo difensivo contro il Comune di Chieri, confer\u00ec alla comunit\u00e0 locale l\u2019autonomia della pubblica amministrazione. Gassino fu quindi elevata a Comune autonomo e la sua posizione di terra di confine, non solo con la Repubblica di Chieri ma anche con la Marca di Torino permise ai suoi cittadini di ottenere sempre maggiori privilegi. Tra questi il sussidio, concesso nel 1299 dal marchese Giovanni I di Monferrato, corrispondente a met\u00e0 della spesa per concludere l\u2019innalzamento, iniziato in epoche antecedenti, delle robuste mura difensive che circondavano il borgo, intervallate da quattro torri d\u2019avvistamento e da quattro porte d\u2019ingresso all\u2019abitato: a est la porta di San Pietro, a sud la Porta di Santa Maria, a nord la Porta di Po e una quarta porta rivolta a ovest in direzione Torino.
Nel 1305, con l\u2019improvvisa scomparsa del Marchese Giovanni, e priva di un successore diretto, termin\u00f2 la dinastia degli Aleramici del Monferrato. Dalla conseguente crisi per la successione ne approfitt\u00f2 il Marchese di Saluzzo, Manfredo IV, che occup\u00f2 alcuni possedimenti appartenenti al marchesato del Monferrato, tra cui Gassino, e, per assicurarsi l\u2019appoggio degli abitanti del luogo, concesse loro nuovi privilegi. La conquista di Gassino da parte di Manfredi provoc\u00f2 la reazione di Filippo di Savoia principe d\u2019Acaia, al quale gi\u00e0 appartenevano vasti territori nel Piemonte occidentale e che, con i suoi uomini, cinse il borgo gassinese d\u2019assedio per quasi un anno. Assedio che termin\u00f2 quando, dopo lunghe trattative, gli abitanti assediati riuscirono ad ottenere ulteriori e pi\u00f9 proficui privilegi. Tra cui l\u2019impegno da parte dei nuovi Signori di non concedere a nessuno Gassino e il suo territorio come feudo. Si instaur\u00f2 cos\u00ec con Filippo d\u2019Acaia un rapporto di fedelt\u00e0 e dedizione.
Il principe sabaudo, al quale la comunit\u00e0 di Gassino aveva donato una casa e un terreno, pose a governo di questa localit\u00e0 un Castellano in sua rappresentanza. Il primo Castellano di Gassino, Guido Carmenti, ricevette l\u2019investitura il 20 maggio 1306. Nel tentativo di riprendersi il borgo di Gassino e il suo territorio, i Marchesi del Monferrato, durante il secolo XIV, strinsero d\u2019assedio questa localit\u00e0 in altre due occasioni, nel 1337 e nel 1397. In ambedue i casi le milizie e la popolazione gassinese riuscirono ad opporre agli assedianti una ferrea resistenza, protetti dalle inviolabili mura che nessuna armata nemica riusc\u00ec mai a valicare, nemmeno quella del condottiero monferrino Facino Cane che nel 1396 aveva tentato il saccheggio di Gassino. Nel corso dell\u2019assedio del 1397 i gassinesi si affidarono per la controffensiva ad una \u201cmacchina lanciante palle di ferro\u201d che un tale Fra Marcello aveva costruito per quella comunit\u00e0 tra il 1326 e il 1327. \u00c8 questo un dettaglio storico di notevole rilevanza poich\u00e9 l\u2019annotazione del Castellano Guglielmo Dro riguardante il saldo della fattura di questo strumento \u00e8 una delle pi\u00f9 antiche documentazioni esistenti in Italia sulle armi da fuoco.
Le diatribe contro il Marchesato di Monferrato, dopo varie tregue e innumerevoli tentativi di riconciliazione, terminarono nel 1413 con la pace definitiva firmata nelle vicinanze di Settimo.
Nel 1416 il principato del Piemonte, conclusa la dinastia degli Acaia con il principe Ludovico, si un\u00ec alla contea di Amedeo VIII dando vita, col consenso dell\u2019Imperatore Sigismondo, al Ducato di Savoia.
Nel corso dei secoli successivi, in conseguenza alle continue esigenze di denaro da parte dei Savoia per far fronte alle ingenti spese militari nei lunghi periodi di guerra, per Gassino si ridussero gradualmente gli antichi privilegi con buona parte delle risorse del territorio destinate ai creditori di Casa Savoia. Finch\u00e9 nel 1615 Gassino e il suo territorio furono destinati a feudo in favore di Carlo Villa di Ferrara. A questa investitura ne seguirono molte altre coinvolgendo alcune tra famiglie pi\u00f9 ricche e prolifiche del tempo, i Mutti, gli Zoello fino ai Claretti Ponzone di origini provenzali.
Tra il XVI e il XVII Secolo Gassino fu oggetto di una profonda trasformazione urbanistica. Mentre sulle colline circostanti i tre castelli di Polosenda, Polmoncello e Ostero erano stati desolatamente abbandonati all\u2019oblio fino alla totale scomparsa, all\u2019interno del borgo fortificato il castello-fortezza fu smantellato e sostituito da fabbricati per uso privato. Venne comunque mantenuta l\u2019antica struttura, tipica delle citt\u00e0 di origini romane, costituita da due assi ortogonali alle cui estremit\u00e0 si trovavano le porte d\u2019accesso al borgo. Gradualmente anche le mura, le torri e le porte furono demolite mentre le abitazioni della via centrale, di propriet\u00e0 dei gassinesi pi\u00f9 facoltosi, furono corredate da ampi portici. In prossimit\u00e0 dell\u2019incrocio tra le due vie che separavano in quattro cantoni il nucleo abitativo venne innalzato, a partire dal 1684, il campanile accanto al quale, successivamente fu costruita l\u2019imponente chiesa della Confraternita dello Spirito Santo, opera barocca dalla chiara impronta juvarriana.
Particolarmente drammatica fu la situazione vissuta dai gassinesi durante l\u2019assedio, e successiva liberazione, di Torino avvenuta nel 1706. Il territorio di Gassino, infatti, si trov\u00f2 coinvolto nelle manovre di una parte dell\u2019esercito francese che, nel tentativo di raggiungere la capitale subalpina attraverso la sponda destra del Po, soggiorn\u00f2 per diversi giorni in questa zona con saccheggi e soprusi patiti dai cittadini gassinesi.
Anche nel periodo risorgimentale i gassinesi furono spesso afflitti da periodi travagliati, il pi\u00f9 delle volte originati da calamit\u00e0 naturali con conseguenti danni per la produzione agricola, principale fonte di sostentamento della popolazione, la quale, in pi\u00f9 occasioni fu costretta in buona parte ad emigrare all\u2019estero.
Accanto a quella agricola, un\u2019altra attivit\u00e0 costitu\u00ec per secoli una fonte fruttuosa per una parte della popolazione gassinese: l\u2019estrazione del calcare, meglio conosciuto come pietra o marmo di Gassino. Materiale da costruzione utilizzato in innumerevoli edifici di pregio come la Basilica di Superga, Palazzo Madama, Palazzo dell\u2019Universit\u00e0 di Torino e che costitu\u00ec per il barocco piemontese una pregevole risorsa.
Nell\u2019epico periodo dell\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia, anche grazie ai numerosi villeggianti che avevano scelto questa localit\u00e0 per le vacanze estive, Gassino, nominata Capoluogo di uno dei Mandamenti in cui era suddiviso il Piemonte nel periodo successivo all\u2019annessione francese dei primi anni del XIX secolo, visse diversi periodi di floridezza e di intensa attivit\u00e0 con l\u2019apertura di botteghe e alberghi. L\u2019ospitalit\u00e0 di ristoranti, trattorie e osterie attirava a Gassino frotte di torinesi richiamati, oltre che dall\u2019aria buona e dall\u2019amenit\u00e0 del luogo, dalle specialit\u00e0 gastronomiche servite esclusivamente a base di prodotti locali. In quell\u2019epoca la popolazione locale ebbe modo di trarre notevoli vantaggi dal comodo collegamento con Torino per mezzo del tramway, inaugurato nel 1881, e dall\u2019apertura, nel 1911, di un dinamico stabilimento industriale, Sobrero, che offriva lavoro a centinaia di lavoratori.
Il mondo contadino gassinese, dalle secolari radici, sub\u00ec nel XX secolo gli effetti dello sviluppo industriale in continua espansione, principale causa del sensibile declino della produzione agricola che si ridimension\u00f2 fino alla quasi totale scomparsa.
Oggi Gassino, sul cui territorio sono in molti ad operare per la riscoperta e il mantenimento delle antiche tradizioni locali, \u00e8 un centro residenziale.<\/p>\n\n\n\n

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Bibliografia generale<\/strong> <\/p>\n\n\n\n

Bosco, Carlo
Anche a Gassino sventolava il tricolore. 1848-1918: cronaca e storia in Gassino e dintorni negli anni del Risorgimento italiano<\/em>
[S.l.], Carlo Antonio Bosco, 2012
XII, 648 p.<\/p>\n\n\n\n

Sartori, Luca
Gassino per sempre: fotografie tratte dalla collezione di Giovanni Raineri<\/em>
Gassino Torinese, Imagina, 2005
125 p.<\/p>\n\n\n\n

Sabatino, Mario
Immagina Gassino<\/em>
Gassino, Imagina fotografia, 2003
95 p.<\/p>\n\n\n\n

Bosco, Carlo
Un paese, una societ\u00e0, una stretta di mano: 150 anni di storia della Societ\u00e0 operaia agricola di mutuo soccorso di Gassino Torinese, 1852-2002<\/em>
Gassino Torinese, Imagina, 2002
239 p.<\/p>\n\n\n\n

Storia dalle origini ad oggi dei Comuni di Gassino Torinese, Bardassano, Bussolino Gassinese, Castiglione Torinese, Cinzano, Rivalba, San Raffaele Cimena, Sciolze<\/em>
Gassino Torinese, Amore Giuseppe, 1977
406 p.<\/p>\n\n\n\n

Maddio, Giovanni
Notizie storiche del comune di Gassino<\/em>
[S.l.], Edizioni “Il ponte”, 1969
182 p.<\/p>\n\n\n\n

Ferrovia da Torino a Casale per Gassino-Brusasco-Crescentino e Trino<\/em>
Roma, Botta, 1872
35 p.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"

A cura di Carlo Bosco, tipografo e storico locale Le origini di Gassino, in quanto insediamento permanentemente popolato, non sono individuabili con la dovuta precisione per la mancanza di una chiara documentazione. \u00c8 comunque ipotizzabile una certa importanza di questa localit\u00e0 gi\u00e0 in epoche remote poich\u00e9 situata sull\u2019antica strada che collegava l\u2019importante municipio romano di […]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-6","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/89.46.65.81\/wp-gassino\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/6","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/89.46.65.81\/wp-gassino\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/89.46.65.81\/wp-gassino\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/89.46.65.81\/wp-gassino\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/89.46.65.81\/wp-gassino\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6"}],"version-history":[{"count":12,"href":"http:\/\/89.46.65.81\/wp-gassino\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/6\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":362,"href":"http:\/\/89.46.65.81\/wp-gassino\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/6\/revisions\/362"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/89.46.65.81\/wp-gassino\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}